Il discorso di fine anno di Alex Salmond

Il primo ministro scozzese, Alex Salmond

Alex Salmond, leader dello Scottish National Party (vedi qui e qui per più info) si è rivolto alla nazione scozzese, come di consueto, per la fine dell’anno. Riportiamo la versione parziale da BBC News (per originale, clicca qui) e relativa traduzione in italiano.

ENGLISH

First Minister Alex Salmond called on Scots to live up to their country’s international reputation as a land of technological and scientific innovation and take control of their own destiny, in his New Year message.

But he said the country needed “the political and economic power to make the most of these strengths and resources”.

“The Scottish people have shown a hunger for more powers in order to secure a fairer, as well as a more prosperous future, and I believe optimism has been chosen over pessimism,” he said.

“My priority as First Minister as we go into 2012 is to ensure all Scots have the security and fulfilment that comes from the opportunity to work.

“That’s why we are investing in a range of capital projects to create jobs, guaranteeing an education or training place for every 16-19 year old and delivering 25,000 modern apprenticeships a year.

“With greater powers we could do so much more and we would be much less at risk from the UK’s counterproductive obsession with austerity at all costs.

“Next year will mark a further shift in the debate on Scotland’s future as we move towards a referendum on independence in the second half of the parliament.

“I am confident that Scotland will decide to take full control of our own destiny and join the international community in our own right.”

ITALIANO

Il primo ministro Alex Salmond ha invitato gli scozzesi, nel messaggio per l’anno nuovo, ad essere all’altezza della reputazione internazionale del loro paese, come terra di innovazione tecnologica e scientifica e a prendere il controllo del loro stesso destino

Ma ha anche riferito che il paese ha bisogno del “potere politico ed economico per avere il massimo da queste forze e risorse”

“Il popolo scozzese ha mostrato fame per maggiori poteri al fine di assicurarsi un più giusto, così come più prosperoso, futuro, e, credo, che l’ottimismo abbia prevalso sul pessimismo”, ha detto.

“La mia priorità come Primo Ministro entrando nel 2012 è di assicurare che tutti gli scozzesi abbiano la sicurezza e l’appagamento che viene dall’opportunità del lavoro.

“Ecco perchè stiamo investendo in un gamma di importanti progetti per creare posti di lavoro, garantendo un educazione o un luogo di formazione per ogni 16-19enne e consegnando 25,000 moderni apprendistati all’anno.

“Con maggiori poteri potremmo fare molto di più e potremmo essere molto meno a rischio per la controproduttiva ossessione della UK per l’austerità ad ogni costo.

“Il prossimo anno segneremo un ulteriore passo nel dibattito sul futuro della Scozia mentre ci muoviamo verso il referendum sull’independenza nella seconda metà della legislatura.

“Sono fiducioso che la Scozia deciderà di prendere il totale controllo del proprio destino e si unirà alla comunità internazionale nel nostro stesso diritto.”

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David Cameron e il governo alle prime armi

Dopo quelli che Nick Robinson (BBC News) ha definito “i cinque giorni che cambiarono la Gran Bretagna”, la situazione politica sembra quieta oltremanica. Curioso come la prima coalizione governativa che il Regno Unito ha visto da 65 anni a questa parte sia stata messa in piedi, appunto, in soli 5 giorni. La temibile empasse dell’hung parliament, ovvero del “parlamento appeso” (senza maggioranza assoluta di seggi) è stata brillantemente superata a tempo di record.

Cinque giorni di colloqui serrati hanno portato al felice (per ora) matrimonio tra Nick Clegg dei Lib Dems e David Cameron dei Tories. Malelingue sussurrano che, oltre alla palese somiglianza fisica, oggi assistiamo ad un avvicinarsi di posizioni politiche. Già si parla di LibCon.
Ad ogni modo, è probabile, come Robinson suggerisce, che David (superfavorito della vigilia) avesse già chiesto a Nick di sposarlo e che questo avrebbe tracheggiato. Gordon Brown non è mai stato preso sul serio, non era un buon partito.

Detto fatto. Clegg è stato il primo a citare “tagli selvaggi” alla spesa pubblica per non fare la fine della Grecia, oggi Cameron, dal canto suo, si scaglia contro alcune bizzarre categorie. Nel mirino del residente aureo del 10 di Downing Street sono i supermarket che “vendono 20 lattine di Stella per un cinquino”. Roba da far rabbrividire perfino Bersani e la sua lenzuolata.

Ammirevole il tentativo odierno di Cameron di porre l’accento della ripresa sul turismo e sulla cultura(mica come l’Alessandrina Italica che invece di sciogliere il nodo di Gordio, lo taglia). Di contro alla “Cool Britannia” del Labour, Cameron vorrebbe incentivare l’afflusso di turisti sul patrimonio che la GB, indubbiamente, possiede. L’operazione dovrebbe, secondo Cameron, risvegliare l’identità culturale britannica e far irrompere la nazione tra la top five dei paesi più visitati.
Ma il lampo di genio di David non conosce limiti propositivi. E’ un politico e certamente non regala perle di saggezza fini a se stesse. Ha pure parlato in soldoni suonanti, regalando una stima di crescita pari al 60% proprio grazie al turismo. Notevole e apprezzabile sforzo.
In altre parole, un premier britannico (conservatore per giunta) è riuscito a coniugare cultura e ritorno economico. Non pare difficile, eppure qualcuno dovrebbe spiegarlo ai Rutelli e ai Bondi.

“Se non abbiamo battuto la Germania a calcio, perchè non possiamo farlo nel campo del turismo” ha riferito l’esilerante premier. Non male per un quarantaquattrenne uscito dal prestigioso Eton College.

Insomma chiamatelo come volete: Tory Blair, Crunchy conservative…ma, per adesso, Cameron tiene tutti per le palle.