Elezioni Spagna 2015: i risultati definitivi in dettaglio regione per regione.

Ecco qua i dati definitivi delle elezioni politiche spagnole del 20 dicembre 2015. Suddivise regione per regione (Comunitad). Chiudono i dati elettorali dalle città spagnole più importanti.

Nazionale

Partito Popolare 28,7%
Partito Socialista 22%
Podemos 20,6%
Ciudadanos 13,9%

Andalusia

Partito Socialista 31,5%
Partito Popolare 29,1%
Podemos 16,8%
Ciudadanos 13,7%

Aragona

Partito Popolare 31,3%
Partito Socialista 23%
Podemos 18,5%
Ciudadanos 17,2%

Asturie

Partito Popolare 30,1%
Partito Socialista 23,2%
Podemos 21,3%
Ciudadanos 13,5%

Baleari

Partito Popolare 29,1%
Podemos 23%
Partito Socialista 18,3%
Ciudadanos 14,7%

Canarie

Partito Popolare 28,5%
Podemos 23,3%
Partito Socialista 22%
Ciudadanos 11,4%%

Cantabria

Partito Popolare 36,9%
Partito Socialista 22,4%
Podemos 17,8%
Ciudadanos 15,2%

Castiglia y Leon

Partito Popolare 39,1%
Partito Socialista 22,5%
Ciudadanos 15%
Podemos 15,3%

Castiglia

Partito Popolare 38,2%
Partito Socialista 28,3%
Ciudadanos 13,6%
Podemos 13,7%

Catalogna

Podemos 24,7%
Sinistra Repubblicana per la Catalogna 15,9%
Partito Socialista 15,7%
Democrazia e libertà 15,1%

Comunità Valenciana

Partito Popolare 31,3%
Podemos 25,1%
Partito Socialista 19,8%
Ciudadanos 15,8%

Extremadura

Partito Socialista 36%
Partito Popolare 34,8%
Podemos 12,6%
Ciudadanos 11,3%

Galizia

Partito Popolare 37,1%
Podemos 25%
Partito Socialista 21,3%
Ciudadanos 9%

Comunità di Madrid

Partito Popolare 33,4%
Podemos 20,8%
Ciudadanos 18,8%
Partito Socialista 17,8%

Murcia

Partito Popolare 40,4%
Partito Socialista 20,3%
Ciudadanos 17,6%
Podemos 15,1%

Navarra

Partito Popolare 28,9%
Podemos 23%
Partito Socialista 15,5%
Euskal Herria Bildu 9,9%

Paesi Baschi

Podemos 25,9%
Partito Nazionalista Basco  24,7%
Euskal Herria Bildu 15,1%
Partito Socialista 13,2%

La Rioja

Partito Popolare 38,3%
Partito Socialista 23,7%
Podemos 15,8%
Ciudadanos 15,1%

Risultati elettorali di Barcellona Città

Podemos 26,5%
Sinistra Repubblicana Catalana 15,2%
DL 14,5%
Partito Socialista 13,2%

Risultati elettorali di Madrid Città

Partito Popolare 35,7%
Podemos 20,8%
Ciudadanos 17,4%
Partito Socialista 17%

Risultati elettorali di Granada Città

Partito Popolare 38,1%
Partito Socialista 20,3%
Podemos 17,7%
Ciudadanos 16,1%

Risultati elettorali di Siviglia Città

Partito Popolare 30,22%
Partito Socialista 27,4%
Podemos 20,3%
Ciudadanos 13,8%

Risultati elettorali di Valencia Città

Partito Popolare 32,1%
Podemos 26,7%
Ciudadanos 16,4%
Partito Socialista 15,4%

 

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Elezioni Spagna 2015: i risultati in dettaglio

Il partito Popolare di Mariano Rajoy si conferma primo partito, ma non potrà contare sulla maggioranza. I socialisti di Sanchez secondi e un sorprendente Podemos si piazza alla terza posizione. Leggermente sotto le aspettative Ciudadanos.

A scrutini conclusi, ecco finalmente i risultati in dettaglio su base nazionale:

Partito Popolare: 28,7% 122 seggi
Partito Socialista 22% 91 seggi
Podemos 20,6% 69 seggi
Ciudadanos 13,9% 40 seggi

Si apriranno quindi tra poco il gioco delle alleanze. Sfumata la possibilità di asse tra Popolari e Ciudadanos: insieme non raggiungerebbero comunque la maggioranza assoluta di 176 seggi.
Rimangono in piedi le ipotesi di nuove elezioni o, molto più probabilmente, di una grande coalizione alla tedesca.

Interessanti i dati proveniente dalle varie anime locali della Spagna.

Andalusia

Partito Socialista: 31,5% 
Partito Popolare: 29,1% 
Podemos 16,8% 
Ciudadanos 13,7%

Catalogna

Podemos: 24,7% 
Esquerra Republicana de Catalunya: 16% 
Partito Socialista: 15,7% 
Democrazia e libertà: 15,1%

Madrid

Partito Popolare: 33,4%
Podemos: 20,86%
Ciudadanos: 18,8%
Partito Socialista: 17,9%

Euskadì (Paesi Baschi)

Podemos: 25,9%
Partito Nazionalista Basco: 24,7%
Bildu: 15,1%
Partito Socialista: 13,2%

Elezioni in Spagna 2015: ultimi sondaggi prima del voto

Mancano due giorni all’election day in Spagna. Come già per l’Italia, anche la legge spagnola proibisce la pubblicazione di sondaggi elettorali a ridosso delle elezioni.
Il periodico di Andorra, tuttavia, ha aggirato il divieto e ha intervistato così un campione di 750 elettori rilasciando un prospetto ‘proibito’ sui possibili esiti della giornata di domenica.

Questi i risultati, dunque, dell’ultimo sondaggio pre-elettorale in data 17 dicembre 2015:

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Non emergono grandi differenze dai sondaggi di cui abbiamo già parlato qui e qui.
Il grosso del bottino in termini di seggi sarebbe diviso tra i tradizionali Partito Popolare e Partito Socialista e tra i nuovi emergenti movimenti di Podemos e Ciudadanos. 

Chiaramente nessun partito riuscirà a raggiungere la maggioranza parlamentare aprendo realisticamente le porte ad un governo di coalizione. Difficile, al momento, avanzare ipotesi di governo anche se i media locali parlano di un asse Popolari-Ciudadanos. Il leader di C’s, Rivera, si è detto comunque indisponibile all’ipotetica alleanza.

Nel caso Rajoy ottenga invece un risultato ancor sotto le aspettative, rimane la possibilità di una coalizione in chiave anti-popolare che raccolga i socialisti, Podemos (classificato come un contenitore di sinistra) e, magari, i magri consensi delle forze radicali di sinistra (come Izquierda Unita).

Per consultare il sondaggio sul Periodico di Andorra clicca qui (pagina esterna).

Seguiranno nella serata di domenica i risultati elettorali per le elezioni spagnole.

Elezioni Spagna 2015: sondaggi alla vigilia del voto

A otto giorni dal voto del 20 dicembre, i sondaggi elettorali confermano, per lo più concordemente, quanto già scritto qui. Con qualche piccola variazione.

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Primo partito nei sondaggi resta saldamente il Partito Popolare del premier uscente Mariano Rajoy. Quotato tra il 25 ed il 27% il partito di governo non avrebbe comunque la maggioranza politica alle Cortes e, a meno di una improbabile polarizzazione di voti indecisi, dovrà necessariamente cercare partner per poter formare un nuovo esecutivo.

Il partito socialista spagnolo continua ad arrancare nei sondaggi dell’ultimo momento. Secondo molti analisti resterebbe addirittura sotto il 20%. E’ dunque altamente improbabile che il PSOE esprimerà il prossimo premier. Tuttavia Sanchez ed i suoi potranno far pesare i propri seggi nel caso Rajoy non trovasse alleati affidabili.

Per adesso nessun partito è pronto ad immolarsi in una grande coalizione. Ogni singola forza politica spagnola si presenta alle elezioni come fortemente critica e alternativa ai popolari. Eppure siamo ancora memori della lezione di Nick Clegg, leader dei libdem britannici che formò un governo di coalizione con i Conservatori di Cameron dopo averli combattuti aspramente in campagna elettorale. Non ci sorprenderebbe quindi se Ciudadanos cedesse in cambio di qualche ministero o se lo stesso partito socialista spuntasse una grande coalizione alla tedesca.

Terzo incomodo e ago della bilancia di queste elezioni spagnole sembra essere Ciudadanos. In pochissimi anni i ‘cittadini’ sono emersi dal nulla e, secondo i sondaggi, saranno consacrati come seconda forza del paese tra otto giorni. Oscillando tra il 19 ed il 20%, Rivera farà realisticamente pesare ciascuno dei suoi neoeletti deputati nella formazione di un nuovo governo.

Ciudadanos è effettivamente la vera sorpresa dei sondaggi degli ultimi mesi. Si presenta con una forte proposta di rinnovamento, facendo ovviamente appello alla-ormai-diffusissima antipolitica. Tuttavia viene percepita dagli elettori come un’opzione meno radicale e più ‘sicura’ rispetto a Podemos che perde terreno giorno dopo giorno (nei sondaggi!!).

Iglesias e il movimento Podemos, dichiaratamente di sinistra, dovrebbero comunque raggranellare un buon 17-18%. Con quelle cifre, difficilmente però potranno mettere in atto quel cambiamento epocale che avevano promesso ai tempi degli Indignados. Secondo molti analisti Podemos sta pagando in termini di consenso la posizione ambigua tenuta nei confronti della questione catalana. A differenza di Ciudadanos, da sempre schierata per il No all’indipendenza, l’elettorato spagnolo non riesce a capire da che parta sta Podemos.

Qua sotto un utilissimo strumento grafico per seguire l’andamento dei sondaggi elettorali in Spagna. L’azzurro rappresenta il PP, il rosso il PSOE, il viola Podemos e l’arancione il movimento di Ciudadanos.

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L’andamento dei sondaggi elettorali. Da wikipedia.

Elezioni Spagna 2015: sondaggi elettorali e previsioni di voto

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Spagna 2015 verso le elezioni

Manca meno di un mese alle elezioni politiche in Spagna. L’ora X scoccherà la mattina del 20 dicembre 2015 quando 36 milioni di elettori potenziali saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza. Si dovranno designare tutti i 350 deputati della Camera Bassa e 208 dei 266 senatori che formano l’altra Camera delle Cortes (i rimanenti verranno designati dalle Assemblee decentrate delle Comunità Autonome).

Si susseguono centinaia di sondaggi che vorrebbero anticipare i risultati della giornata che (forse) chiuderà la discussa fase popolare condotta dal premier uscente Mariano Rajoy e soprattutto misurare la forza elettorale di un movimento che tanto spaventa la tradizionale politica spagnola, ovvero Podemos (clicca qui per maggiori informazioni su Podemos).

Podemos spagnaAd inizio 2015 Podemos aveva un bacino elettorale potenziale che arrivava fino al 25-26% addirittura scalzando dal primo posto il Partito Popolare. Ad oggi i sondaggi per il movimento di Iglesias sono sicuramente meno rosei dei mesi scorsi: Podemos è piazzato intorno al 15%, ridimensionandone fortemente l’effetto politico.

C’è comunque da registrare che Podemos è alla sua prima, importante, perfomance elettorale a livello nazionale.

Il protagonista dei sondaggi (e, realisticamente, delle prossime elezioni) è il Partito Popolare (Partido Popular) del premier Mariano Rajoy (ri)candidato ufficialmente alla guida del paese dopo 4 anni di governo. Le previsioni di voto più nere per i Conservatori fanno oscillare il PP tra il 25 e il 26%, mentre quelle più favorevoli lo fanno perfino arrivare al 27-28%.

Tutti d’accordo, comunque, a prevedere per i Popolari la prima posizione in termini di voti elettorali per il prossimo 20 dicembre.

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Mariano Rajoy

La partita è comunque ben lontana dall’essere chiusa. Se confermati, i dati dei sondaggi assegnano al Partito Popolare tra i 111 e i 118 seggi  a fronte dei 176 richiesti per avere la maggioranza politica.
Rajoy ha effettivamente rosicchiato qualche punto qua e là, ma non credo in tutta onestà che possa gongolare molto: nel 2011 il suo partito travolse gli avversari con oltre il 44% dei suffragi e una schiacciante maggioranza di 185 seggi.

Non solo non si prevede una maggioranza in termini di seggi per Rajoy ma per lui sarà difficile, risultato permettendo, anche trovare eventuali partner di governo.

Dove sono finiti i quasi 20 punti percentuali lasciati per strada dal Partito Popolare?

L’altro grande protagonista della vita politica spagnola degli ultimi decenni, il Partito Socialista (Partido Socialista Obrero Español), galleggia ma certamente non sfonda. Negli ultimi sondaggi è ben lontano dall’insidiare la prima posizione ai popolari.
Se le elezioni si tenessero oggi, i socialisti di Pedro Sanchez raggranellerebbero solo il 20-21% dei voti e una novantina di deputati a fronte dei 110 seggi che occupa attualmente.

Alle politiche 2011 oltre il 73% degli spagnoli aveva votato uno dei due partiti tradizionali, oggi assieme non raggiungerebbero neanche il 50%.

La colpa non è solo di Podemos, che comunque rode una buona fetta di elettorato (soprattutto a sinistra del PSOE), ma è soprattutto di Ciudadanos che si attesta sorprendentemente tra il 20 ed il 21% concorrendo per il II° posto alla prossime elezioni.

partito cittadinanza

Meglio noto come C’s, Ciudadanos – Partido de la Ciudadanía (Cittadini – Partito della Cittadinanza) è sdoganato dai detrattori come un partito populista senza alcuna ideologia politica. Alcuni politologi lo classificano come una piattaforma liberale anche se, in passato, il partito di Rivera ha preso posizioni trasversali.

Per loro stesse ammissioni, lo scopo dei sostenitori di C’s è essenzialmente:

  • Difendere dei diritti individuali
  • Difendere i diritti sociali e il welfare
  • Sostenere le autonomie locali e l’unità europea
  • Rigenerare democrazia e partecipazione politica.

Il terzo punto offre lo spunto più interessante per comprendere come un partito da 3,2% (dati: Elezioni Europee 2014) possa oggi aspirare al 21,3% (dati: sondaggio TNS vedi sotto).

In effetti C’s è nata in Catalogna e mette al centro della sua proposta politica la valorizzazione e la tutela del linguaggio catalano e delle tradizioni locali. Si oppone tuttavia al nazionalismo e alle ambizioni indipendentiste che si sono fatte via via sempre più insistenti in Catalogna.

Proprio su queste premesse C’s ha guadagnato la ribalta nazionale diventando dapprima il punto di riferimento dei catalani spaventati dal dinamismo degli indipendentisti, poi anche degli spagnoli che chiedevano rinnovamento, ma che non si riconoscevano nella rivoluzione progressista (per adesso solo annunciata) di Podemos.

Evidentemente C’s ha canalizzato la stessa rabbia verso il tradizionale sistema di potere bipolare spagnolo già intercettata da Podemos, indirizzandola tuttavia verso proposte più conservatrici rispetto al movimento di Iglesias con cui, comunque, condivide l’approccio fresco e dirompente.

Tiriamo le fila. Il sistema politico spagnolo che per decenni ha ruotato intorno all’alternanza Popolari-Socialisti si sta incrinando. Intendiamoci, come sempre. stiamo parlando di sondaggi e previsioni: fino al 20 dicembre tutto potrà succedere. Allo stato delle cose, tuttavia, appare chiaramente come la Spagna si stia avviando ad avere il parlamento più balcanizzato dai tempi del ritorno alla democrazia.

 

Nota: Le analisi di voto presenti in questo articolo prendono in considerazione dati provenienti da due distinti sondaggi molto diversi tra loro effettuati però entrambi in data 22 novembre 2015. Il primo è stato condotto da TNS Demoscopia su una base di 1018 intervistati (clicca qui per vederlo), l’altro da Deimos su un campione online di 200 mila persone (qui in dettaglio).

NB: Per sondaggi aggiornati al 12 dicembre clicca qui.

 

Chi e cos’è PODEMOS? Incontro con il primo partito spagnolo.

Gli indignados a Madrid
Gli indignados a Madrid

In questi ultimi mesi il panorama politico europeo sta cambiando radicalmente. Tsipras ha trionfato in Grecia e l’UKIP sembra possa scardinare il tradizionale bipolarismo britannico. Ma la vera, grande novità politica è l’arrembaggio di PODEMOS al governo spagnolo.

Il 20 dicembre 2015 si terranno le elezioni generali in Spagna: una nazione che assieme a Italia e Spagna rappresenta il ‘fianco molle’ dell’Europa economica. Lì, come da noi d’altronde, il martello della crisi ha battuto con una ferocia senza pari. E l’elettorato ha mostrato segni di grande insofferenza verso il tradizionalismo politico.

Se in Italia i voti di protesta hanno perso vitalità e forza, disperdendosi tra il Movimento 5 Stelle, il fattore Renzi e la Lega Nord di Salvini, in Spagna sono rimasti concentrati e hanno permesso un’inarrestabile ascesa del movimento PODEMOS (letteralmente ‘possiamo’).

Alle scorse elezioni europee (2014), Podemos  ha ottenuto un ottimo 7,98% (con punte del 13,6 nelle Asturie e del 11,3% nella regione di Madrid) riuscendo così nella storica impresa di eleggere 5 eurodeputati a pochissimi anni dalla fondazione stessa del movimento.

Dal 2014 ad oggi, Podemos ha registrato un incremento costante e importante dei propri consensi fino a diventare e poi consolidarsi primo partito spagnolo.
Ad oggi i sondaggi indicano circa 2-3 punti percentuali di vantaggio sul partito popolare di Mariano Rajoy, attualmente primo ministro spagnolo. Se il PP non molla la corsa, nemmeno i socialisti sono da meno e le elezioni, stando almeno ai sondaggi, sono lontane dall’essere concluse.

podemos

Ciò nonostante, le performance di Podemos sono strabilianti. Ma cos’è PODEMOS?

Per molti versi, Podemos può essere paragonato al nostrano Movimento 5 Stelle. Entrambi nascono ‘dal basso’ e si dotano di una struttura flessibile a ‘movimento’, più che a partito politico tradizionale. Il loro Beppe Grillo si chiama Pablo Iglesias Turrión, un ex conduttore e analista politico di primo piano, che ha dato corpo alla protesta degli Indignados del 2011-12.

Turrion
Il leader di Podemos, Turrion

Si rischia però un imperdonabile errore a paragonare Podemos al movimento dei grillini. Turrion e i suoi si sono sempre definiti uomini di sinistra, non si cerca la terzietà tra le fila del movimento Podemos. Gli stessi eurodeputati fanno parte del gruppo Sinistra Unitaria Europea di cui fa parte anche la nostra SEL.

Grillo, invece, come sappiamo tutti noi, rifiuta compromessi con la sinistra italiana e, a livello europeo, ha fatto discutere la sua alleanza con l’UKIP di Nigel Farage che tutto può essere definito tranne un partito di sinistra.

DAl 2012 la protesta di piazza degli indignados si è dunque fatta proposta. Tra le idee di Podemos vi sono il reddito di cittadinanza, la rinegoziazione dell’austerità economica imposta dall’Europa, l’attenzione ai temi ambientali ma soprattutto un concetto di società aperto e collaborativo (se vuoi leggere tutto i programma politico di podemos clicca qui).

Non si può negare che Podemos abbia un ascendente forte tra gli spagnoli e che, molto probabilmente, vincerà le elezioni 2015.