Referendum britannico sull’uscita dall’Europa (BREXIT): ultimissimi sondaggi


Domani milioni di elettori britannici giocheranno una partita importantissima per i destini del loro paese. Non solo. L’esito del voto porterà con sé ripercussioni gigantesche sulla politica comunitaria e nazionale e avrà conseguenze imprevedibili sui mercati di tutto il mondo.

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Una simpatica vignetta da Voxeurop.eu

A differenza degli stereotipi sulla temperatura oltremanica, il clima è rovente in Gran Bretagna. Il barbaro assassinio della deputata laburista Jo Cox ha rivelato candidamente fin dove si può spingere la rabbia e la frustrazione popolare arrivando perfino a fomentare folli idee criminali.

La crisi economica e sociale degli ultimi anni ha foraggiato i partiti euroscettici che individuano nell’Unione Europea il nemico pubblico numero 1. Farage e l’UKIP, membri di prima linea di questo vasto movimento di opinione, descrivono le decisioni europee (prima fra tutte la sacrosanta difesa dell’individuo e il rispetto dei diritti umani) come diktat ai governi locali e minacce alla sovranità nazionale.

Domani i britannici non decideranno solo se rimanere parte dell’Unione o lasciare il tavolo da gioco. La crepa potrebbe allargarsi ad altri paesi ‘titubanti’ (gli episodi austriaci e francesi ne sono un mero assaggio) e i rampanti leader nazionali delle destre euroscettiche potrebbero trovare conforto in un possibile successo in Gran Bretagna.

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Facsimile della scheda elettorale per il referendum di domani.

Anche Londra comunque trema. Una magra consolazione per noi europei, ma il successo della Brexit potrebbe aiutare gli indipendentisti scozzesi, gallesi e nord irlandesi e accelerare dunque il processo disgregativo del Regno Unito.

Dai sondaggi sembra infatti palese che soltanto l’Inghilterra voterà massicciamente per l’uscita dall’Unione, allargando così il divario politico tra i quattro diversi stati governati da Sua Maestà.

Potrebbe davvero essere un sassolino che da inizio ad una frana di proporzioni epiche.

Domani sera (23 giugno 2016) la risposta arriverà. Nel frattempo riportiamo qua sotto gli ultimi 3 sondaggi di oggi (22 giugno) che sanciscono una sostanziale parità tra chi vorrebbe restare e chi, invece, vorrebbe andare per la propria strada. Decideranno, come spesso accade, gli indecisi.

Committente: Number Cruncher Politics
Tipologia: Sondaggio online e telefonico a campionature
A favore della permanenza nell’Unione: 45%
A favore dell’uscita dall’Unione: 43%
Indecisi:
12%

Committente: Financial Times
Tipologia: Media degli ultimi 5 sondaggi nazionali
A favore della permanenza nell’Unione: 44%
A favore dell’uscita dall’Unione: 45%
Indecisi: 11%

Committente: The Telegraph
Tipologia: Media degli ultimi sei sondaggi, esclusi gli indecisi
A favore della permanenza nell’Unione: 51%
A favore dell’uscita dall’Unione: 49%

 

 

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