Gran Bretagna 2015: elezioni politiche, i risultati.


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ATTENZIONE: I RISULTATI ELETTORALI NON SONO ANCORA DEFINITIVI.

Ecco in dettaglio i risultati della tornata elettorale britannica del 7 maggio 2015. Per i sondaggi pre-voto e le previsioni di governo clicca qui.

  • PARTITO CONSERVATORE (David Cameron): 35,5%
  • PARTITO LABURISTA (Ed Miliband): 31,2%
  • PARTITO LIBERALDEMOCRATICO (Nick Clegg): 7,8%
  • PARTITO NAZIONALISTA SCOZZESE (Nicola Sturgeon): 5,4%
  • UKIP (Nigel Farage): 12,3%
  • GREEN (Natalie Bennett): 3,6%

Il dato scaturito dal voto popolare, a causa del sistema elettorale britannico, vale comunque ben poco. Quel che peserà sarà il computo finale dei seggi alla Camera dei Comuni. Cameron, con 530 seggi su 650 scrutinati, conduce con un margine abbastanza solido e non dovrebbe avere grossi problemi a reperire alleati di governo per raggiungere la soglia di maggioranza dei 326 deputati.

DISTRIBUZIONE DEI SEGGI

  • PARTITO CONSERVATORE (David Cameron): 266
  • PARTITO LABURISTA (Ed Miliband): 214
  • PARTITO LIBERALDEMOCRATICO (Nick Clegg): 7
  • PARTITO NAZIONALISTA SCOZZESE (Nicola Sturgeon): 55
  • UKIP (Nigel Farage): 1
  • GREEN (Natalie Bennett): 0

Seguirà a breve una dettagliata analisi del voto, a conteggi chiusi ovviamente. Sembra ormai comunque ragionevole poter pensare che un governo Cameron II sarà formato senza particolari problemi. Risulta chiaro che lo SNP supera i sondaggi della vigilia e sigla il miglior risultato di sempre: forte del 50 % tra il voto popolare in Scozia, il Partito Nazionalista Scozzese premerà sul governo per ottenere un nuovo referendum sull’indipendenza.
Crollo dei Libdem cui seguiranno probabilmente le dimissioni di Nick Clegg, così come si aspettano quelle del laburista Miliband.

In Irlanda del Nord appare molto deludente il risultato del maggiore partito nazionalista, lo Sinn Féin, che perde (per ora) 2 seggi sui 18 totali nordirlandesi. Sotto le attese anche il partito interconfessionale Alliance che non conferma la straordinaria vittoria di Naomi Long nel feudo lealista di East Belfast.
Il Democratic Unionist Party, estremisti lealisti, confermano di essere primo partito in termini di voto popolare (insidiati dallo Sinn Fèin) e ottengono 8 seggi. Ottima performance dell’UUP, partito unionista di vecchia tradizione, che riesce a spuntarla con 2 seggi (non ne aveva alcuno dal 2010) e il 16% dei voti.

In Galles la situazione si avvicina molto a quella del 2010: un Labour primo partito (36,9%), Conservatori staccati (27,2%) e il Plaid Cymru nazionalista non sfonda pur incrementando i consensi popolari (12,1%).
Uniche novità in Galles rimangono l’affossamento (in linea con tutta la Gran Bretagna) dei liberaldemocratici (6,5%, dal 2010 perdono in Galles oltre il 13%) e un buona buona performance dell’UKIP, ormai terzo partito nel paese (13,6%).

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