Hurling irlandese: cos’è?


Una partita di Hurling
Una partita di Hurling

Hurling, Gaelic Football e altre strane parole. Mazze piatte, giochi veloci e regole insolite. L’Irlanda (e non solo) è piena di caratteristiche proprie che vanno a formare quella forte ‘identità celtica’ che gli irlandesi rivendicano da sempre.
Quali sono le abitudini di un irlandese doc? Reggere almeno 7-8 pinte nel giro di qualche ora è sicuramente una peculiarità tutta irlandese; così come saper leggere e parlare un minimo di gaelico. Ma non è questo cui mi riferivo. Si tratta dei giochi gaelici che tutt’oggi coinvolgono centinaia di migliaia di irlandesi & discendenti della diaspora irlandese in America ogni anno.

Chi non pratica sport gaelici è tenuto almeno a seguirli. Giusto per darvi una dimensione del seguito di questi sport, pensate che la finale di hurling del 2014 (chiamata All-Ireland-Final, vinta per l’ennesima volta dal Kilkenny) ha riempito completamente Croke Park a Dublino, segnando circa 82 mila spettatori. I biglietti per quest’ambita finale sono costati anche più di 300 euro. Ma cos’è precisamente l’hurling? Quali sono le sue regole?

Sliotar & Hurley
Sliotar & Hurley

L’hurling è nato e si è sviluppato interamente in Irlanda, valicando raramente i confini dell’Isola. E’ stato classificato come lo sport su campo più veloce del mondo e, agli occhi dei profani, può ricordare vagamente l’hockey. L’obiettivo del giocatore di hurling è quello di mettere la piccola palla (chiamata sliotar) nella rete avversaria, difesa da un portiere, segnando così un ‘goal’ che vale ben tre punti. Si usano le mani (la sliotar non può essere trattenuta per più di quattro passi), ma soprattutto si usa l’hurley (o caman in irlandese), una piccola mazza ricurva e piatta lunga fino ad un metro. Il giocatore ha la scelta di passare la palla o con le mani o con la mazza stessa.
La squadra di hurling è composta da 15 giocatori e, come nel calcio, la sua disposizione è decisa di volta in volta dall’allenatore di turno. I due tempi durano 35 minuti ciascuno, per un totale di 70 minuti, con la possibilità di recupero a discrezione dell’arbitro alla fine di ogni tempo.
Una particolarità tutta dell’Hurling è il replay: non è infatti raro che, dopo i tempi regolamentari, la partita finisca in pareggio (così com’è successo tra Kilkenny e Tipperary nella finale 2014). In questo caso, si giocherà una seconda partita, una sorta di spareggio per decidere il vincitore. Se malauguratamente anche lo spareggio nn sarà decisivo si disporranno allora 20 minuti supplementari onde evitare un ulteriore spareggio che comunque potrà eventualmente essere decretato. Un’odissea che comunque accade raramente.
L’hurling è anche regolato da rigorose regole che, se infrante, possono causare falli tecnici. Alcune cause molto comuni di fallo sono:

– Raccogliere la sliotar direttamente da terra, anziché colpirla con l’hurley,
– Lanciare l’hurley (anche inavvertitamente),
– Passare la palla da una mano all’altra
– Tenere la sliotar in mano per più di quattro passi (mentre se tenuta dall’hurley non costituisce infrazione)

Esiste una versione femminile dell’hurling, molto seguita in Irlanda, chiamata Camogie.

Un piccolo tifoso del Kilkenny
Un piccolo tifoso del Kilkenny

Le squadre di hurling in Irlanda sono tantissime, ma sicuramente le partite che coinvolgono più pubblico sono quelle ‘senior’ combattute ferocemente dalle contee. La più temuta (e titolata) è sicuramente il Kilkenny che è riuscita ad ottenere ben 35 titoli, seguita poi dal Cork Co. e dal Tipperary (rispettivamente 30 e 26 titoli vinti).

Non si può, infine, parlare dell’hurling senza citare il suo ‘ruolo politico’. La mazza da hurling è stata spesso associata in passato alla resistenza anti-britannica, sopratutto nei primi decenni del 900′ quando rappresentava l’unica arma che gli irlandesi avevano a disposizione per le rivolte. Ancora oggi, però, l’hurling ha una fortissima componente identitaria: il campionato prevede la partecipazione anche delle contee del Nord Irlanda, politicamente ancora sotto la corona britannica. Solitamente chi, oltre il confine, gioca a hurling mostra idee repubblicane o comunque si definisce ‘irlandese’ anziché britannico.

In molti musei e in commercio si trovano mazze dipinte e decorate da prigionieri politici dell’IRA che associano il proprio nome e le proprie idee ad un simbolo tipicamente irlandese: l’hurley appunto. Non è raro, tra le altre cose, che alcuni club (soprattutto del Nord) abbiano deciso di portare il nome di famosi membri dell’IRA, decisione fortemente contestata dalla parte lealista-britannica che li considera terroristi e criminali.

Un bellissimo murales nella cittadina cattolica di Cushendall (Irlanda del Nord) che sfoggia l'orgoglio per la propria squadra di hurling
Un bellissimo murales nella cittadina cattolica di Cushendall (Irlanda del Nord) che sfoggia l’orgoglio per la propria squadra di hurling

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