La situazione politica in Gran Bretagna: difficili equilibri e previsioni di voto 2015.


Il 7 maggio 2015 si svolgeranno le elezioni politiche del Regno Unito. Simultaneamente circa 47 milioni di elettori dovranno eleggere il nuovo parlamento di Westminster. A loro spetterà la decisione di confermare o meno i 650 deputati che siedono tra i banchi della Camera dei Comuni. Ma, soprattutto, a loro il giudizio supremo sul governo di David Cameron.

Residenza Primo Ministro UK

All’indomani delle elezioni del 2010 era emerso un quadro molto fosco per la politica britannica, abituata da decenni alla monotona disfida Laburisti-Conservatori, vivacizzata saltuariamente da qualche insolito risultato dei Liberaldemocratici. Cameron aveva raccolto il 36,1% dei voti e il suo partito avrebbe potuto contare su un folto gruppo di deputati (306). Folto si, ma non abbastanza solido da poter sostenere una maggioranza di governo: una situazione alquanto insolita per la Gran Bretagna. Così, per ottenere l’incarico dalla Regina, i conservatori hanno dovuto così costruire una difficile intesa con i Libdem di Nick Clegg, superando finalmente l’empasse del Parlamento Appeso (hung parliament).

Il prossimo anno si conclude il ciclo Cameron e, a giudicare dai commenti politici, non avrà vita facile a farsi rieleggere. Un sondaggio, condotto nei giorni 17-18 novembre 2014 (quindi freschissimo) delinea un quadro catastrofico per Cameron: solo il 31% giudica apprezzabile l’operato del suo governo, mentre il 54 lo condanna senza appello (+ un 15% che non si espone).

Nei sondaggi di voto, invece, solo il 32% degl intervistati si dichiara pronto a rivotare Consevatore alle prossime consultazioni. Logica vorrebbe che saranno i laburisti di Miliband a trionfare nel 2015. Eppure, nello stesso sondaggio, il Labour risulta essere il primo (potenziale) primo partito britannico, ma conduce solo per un misero 2% sui Conservatori. Un vantaggio davvero troppo risicato per un opposizione che avrebbe dovuto avere vita facile con un governo così poco amato.
Anche il terzo incomodo, Nick Clegg e i Liberaldemocratici, non se la passano certamente meglio. L’elettorato giallo composto soprattutto da giovani e intellettuali non ha perdonato l’alleanza di governo con Cameron e nel sondaggio iLibdems scivolano al 7%.

L'andamento dei sondaggi politici inglesi.
L’andamento dei sondaggi politici inglesi.

Dove sono finiti dunque i voti dei britannici?

Si possono individuare due grandi direttrice. Moltissimi elettori (soprattutto delusi da Cameron) sono ben disposti a votare Nigel Farage e l’UKIP (famoso alle nostre cronache per la dubbia alleanza politica con Grillo e il M5S al Parlamento Europeo). Nel sondaggio, l’UKIP si aggira intorno al 15% ed è molto probabile che otterrà un ottimo risultato alle prossime politiche.
La seconda direttrice porta all’inghiottitoio dei piccoli partiti.  Quasi un 15% di voti sono balcanizzati in una miriade di piccoli-medi partitini. In particolare, i Verdi e lo SNP si trovano in splendida forma.
Gli iscritti green sono raddoppiati in brevissimo tempo e i sondaggi di ogni committente stanno premiando la loro capacità di raccogliere voti dai fuoriusciti del Labour.
In Scozia, invece, lo Scottish National Party sta eliminando ogni possibile concorrente oltre il confine. Proprio oggi il partito ha eletto Nicola Sturgeon come primo ministro scozzese in sostituzione di Alex Salmond, dimessosi per la cocente sconfitta del referendum sull’indipendenza. Paradossalmente la sconfitta ha fatto bene al partito nazionalista scozzese che nei due mesi successivi al referendum ha visto crescere vertiginosamente supporto e iscritti (+ 60,000 membri).

Nel 2010 era emersa una Scozia tripartita tra SNP, Labour e soprattutto Libdem che proprio nel paese aveva la sua base elettorale più forte. Sia il Labour che i Libdems stanno oggi praticamente lottando per la loro stessa sopravvivenza in Scozia. Secondo i nuovi sondaggi, Miliband rischierebbe un nuovo hung parliament (stavolta però a maggioranza relativa laburista) proprio a causa della Scozia. La potenziale perdita di deputati si aggirerebbe intorno ai 37 membri.

Comunque andrà, in questa gara si preannunciano già più sconfitti che vincitori. Sembra sicuro che non sarà facile vincere per Miliband e il Labour come sembra certo che non emergerà dall’elezione un quadro politico netto.

Advertisements

2 pensieri su “La situazione politica in Gran Bretagna: difficili equilibri e previsioni di voto 2015.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...