Tre canzoni irlandesi per capire la storia d’Irlanda


Ecco testo e traduzione italiana di alcune famosissime canzoni irlandesi usate come spunto per raccontarvi alcuni tappe fondamentali della storia dell’Isola Verde.

Cominciamo dalla più famosa canzone irlandese “Fields of Athenry“. Scritta negli anni 70′, è diventata presto la canzone simbolo dell’Irlanda in lotta. E’ praticamente impossibile non ascoltarla in qualche pub o riconoscerla tra il fischiettio di qualche locale. Incisa da una grandissima schiera di cantanti più o meno famosi (tra cui se non sbaglio i Dropkick Murphys), è diventata simbolo dell’allegria di questa bellissima terra.

Se non fosse che Fields of Athenry non è assolutamente una canzone da cantare in allegria (qui il testo originale in inglese):

Lungo un solitario muro di una prigione, ho sentito una ragazza dire:
“Micheal, ti hanno portato via, per aver rubato il mais di Trevelyn,
cosicché i bambini potessero vedere un altro mattino.
Adesso una nave-prigione è ormeggiata nella baia ad aspettare.”

Là dove sono i campi di Athenry,
dove una volta guardavamo uccellini volare liberi
il nostro amore aveva le ali
avevamo sogni e canzoni da poter cantare
E così desolante ora attorno ai campi di Athenry.

Lungo un solitario muro di una prigione, ho sentito un uomo dire:
“Nulla importa, Mary, finchè sei libera tu.
Contro la carestia e la corona mi sono ribellato e loro mi hanno abbattuto.
Adesso devi tirar su nostro figlio con dignità.”

Lungo il muro solitario del porto, lei guardò l’ultima stella cadere
quando la nave prigione salpò verso l’orizzonte.
Continuò a vivere sperando e pregando, per il suo amore nella Botany Bay.
E’ così desolante attorno ai campi di Athenry.

Come avrete capito, la canzone gioca su un dialogo tra due amanti (Micheal e Mary) che si parlano divisi dal muro della prigione dove l’uomo è detenuto in attesa della deportazione in Australia (Botany Bay era una famosa destinazione penale per gli indesiderati della corona).

The Great Famine
The Great Famine

L’episodio è inserito nel più ampio contesto della Grande Carestia Irlandese (Great Famine) tra il 1845 e il 1852 ca.
Ovviamente questo non è il luogo adatto per spiegare le probabili cause della Grande Carestia: la politica economica britannica che considerava l’Irlanda come una colonia da sfruttare? Un fungo che avrebbe compromesso il raccolto della patata, alimento base della povera dieta irlandese? Il grande exploit demografico irlandese?
Oggi, soprattutto da parte irlandese, si spinge per definire la carestia ‘genocidio‘ perchè, apparentemente, la Corona non fece niente per alleviare la situazione tragica degli irlandesi; piuttosto sembra che aggravò di molto la crisi. Fatto sta che questo drammatico episodio della storia irlandese portò circa un milione di morti e spinse un numero imprecisato di irlandesi ad emigrare (dando vigore a quella che, ancora oggi, è chiamata The Irish Diaspora).

great famine La canzone fa proprio riferimento ai fatti della Carestia, raccontandoci di Micheal che venne imprigionato per aver rubato un poco di mais per sfamare il figlio. Antieroe per eccellenza, il ragazzo sfida le leggi della Corona e il destino per fare ciò che ritiene giusto: sfamare la famiglia. E la legge, inflessibile, lo condanna addirittura alla deportazione a vita in Australia (sull’argomento è altrettanto bella, seppure meno conosciuta, la canzone Back Home in Derry).

Come tutti gli antieroi, Micheal, non ha volto ne corpo; ma una bellissima canzone.

Murales a Belfast sulla grande carestia.
Murales a Belfast sulla grande carestia.

Facciamo ora un salto in avanti, portandoci alla grande guerra tra l’IRA, l’esercito irlandese repubblicano, e le truppe della Corona Britannica. Scritta durante la guerra da Dominic Behan sull’aria della settecentesca Rosc Catha na Mumhan, Come Out Ye Black and Tans (Venite fuori, Black & Tans)si destreggia tra l’ironico e il tragico, tratteggiando un ritratto onestamente impietoso dei Black & Tans:

Sono nato in una via di Dublino dove suonano tamburi reali
E dove gli amorevoli piedi inglesi ci calpestavano tutti.
Ogni singola notte quando mio padre rientrava ubriaco
Tirava fuori il vicinato dalle loro case cantando questo ritornello:

Oh, venite fuori, Black and Tans,
Venite fuori e battetevi con me come uomini
Fate vedere alle vostre mogliettine come vi siete guadagnati le medaglie nelle Fiandre,
Raccontate anche di come l’IRA
Vi ha fatti scappare come forsennati
Dai verdi e deliziosi vicoletti di Killeshandra.

Su, forza, raccontateci di come avete sgozzato
quei coraggiosi arabi, due a due,
o gli Zulù che avevano solo lance, archi e frecce.
Diteci con quale coraggio li avete trucidati tutti
Coi vostri cannoni da sedici libbre
Terrorizzando i poveri nativi fino al midollo.

Dai, voglio che raccontiate
Come avete pestato a sangue il grande Parnell,
quanto lo avete combattuto e perseguitato,
E dove sono tutte le smargiassate
Che ci avete fatto sentire senza sosta
mentre venivano fucilati i nostri eroi del ’16.

Arriverà presto il giorno,
Anzi è già arrivato,
in cui Nord e Sud apparterranno di nuovo all’Irlanda
e, una volta John Bull se ne sarà finalmente andato,
canteremo tutti assieme questa canzone.
E suoneranno le trombe della libertà.

Innanzittutto chi erano i Black and Tans (letteralmente neri e abbronzati)? Essenzialmente i Black & Tans formavano un corpo paramilitare ausiliario che andò ad affiancare la polizia regolare irlandese (o meglio la polizia britannica in Irlanda), la tanto odiata RIC, per reprimere la rivolta che sarebbe presto diventata la Guerra di Indipendenza Irlandese.
Questi Black & Tans si distinsero per crudeltà contro la popolazione civile irlandese e molti di loro si comportarono come assassini pagati dal governo inglese. La curiosa denominazione proviene dal loro modo di vestire ed è ancora oggi utilizzata con disprezzo verso la polizia (soprattutto nel Nord Irlanda dove il risentimento verso il dominio britannica è ancora fortissimo).

Black and Tans all'opera
Black and Tans all’opera

Questi soldatucoli improvvisati vennero reclutati a partire dal 1919 soprattutto tra le schiere di irlandesi che avevano prestato servizio nella Prima Guerra Mondiale (ecco spiegato il riferimento alle “medaglie guadagnate in Fiandre”), nella guerra contro gli Zulu (1879), nella repressione della rivolta irachena (1920) e in altri conflitti bellici in cui l’Impero Britannico era stato coinvolto.

Il ritornello sfotte letteralmente questi uomini che si presentavano come grandi guerrieri e valorosi soldati ma che, alla fine dei conti, scappano come bambini davanti agli attacchi dell’IRA (ovvero i ribelli irlandesi che combattevano contro i Tans e gli interessi britannici in genere).

Black & TansKilleshandra, la città citata nella canzone, è assurta come teatro di vittorie irlandesi contro i Black and Tans, ma non ha spessore storico. Non ci sono prove, in realtà, che la cittadina abbia assistito a scontri di questo tipo.

Per la cronaca, i B&T finirono uccisi durante la guerra di Indipendenza o si ritirarono dal servizio per evitare ritorsioni. Una buona parte del corpo ausiliario che pure era sopravvissuta alla vittoria delle truppe repubblicane verrà poi processata nella fase post-bellica per la brutalità gratuita di cui si era macchiata.

La terza canzone che riporto in traduzione è di gran lunga meno famosa delle due precedenti (sia Fields of Athenry, sia Come out Ye B&T vengono spesso cantate dai supporters del Celtic Football Club, fortemente radicati nella tradizione repubblicana irlandese).
E’ in effetti un racconto molto toccante di uno degli episodi più drammatici e sconvolgenti nella storia anglo-britannica.
Da una parte c’è la clandestina IRA che continua a combattere per la liberazione delle Sei Contee rimaste in mano britannica (l’odierna Irlanda del Nord), dall’altra c’è l’inflessible governo di Margaret Thatcher.

Nel 1981, alcuni detenuti dell’IRA cominciano quello che sarà poi lo sciopero della fame più famoso del Novecento. Uno dopo l’altro si lasciano morire di inedia per protestare contro le condizioni carcerarie britanniche, ma soprattutto per vedersi riconosciuto lo status di prigioniero politico anzichè di criminali comuni.

Bobby Sands

Bobby Sands, volontario dell’IRA e poeta, è il primissimo prigioniero a morire dentro le celle di Long Kesh (un carcere vicino Belfast). Non morirà come semplice prigioniero ma, candidato mentre moriva di fame, verrà eletto parlamentare alla Camera dei Comuni in una delle elezioni più storicamente pesanti della storia europea:

Quanti dovranno morire adesso, quanti dobbiamo perderne
prima che la gente dell’isola possa scegliere il proprio destino
Dall’immortale Robert Emmett a Bobby Sands MP (membro del parlamento)
A cui furono dati 30 mil voti mentre era in prigioniero

Non ascolterà più le dolci note dell’allodola nell’aria dell’Ulster,
ne potrà più guardare i fiocchi di neve per placare la sua profonda disperazione.
Prima di iniziare lo sciopero della fame, il giovane Bobby compose The Rhythm of Time, The Weeping Wind and The Sleeping Rose.

Era un poeta e un soldato e morì coraggiosamente
E noi gli abbiamo dato trentamila voti facendolo diventare il deputato del popolo.

Thomas Ashe dette tutto se sesso nel 1917
Il sindaco di Cork McSwiney morì per ottenere la libertà
Ma uno, su tutti i nostri morti, morì ancora più coraggiosamente:
Bobby Sands da Twinbrook, il deputato del popolo.

Per sempre lo ricorderemo come un uomo che morì tra il dolore,
affinchè il suo paese potesse essere unito da Nord a Sud.
Piangiamolo organizzando e costruendo un forte movimento
attraverso l’urna elettorale e l’armalite
la musica e le canzoni.

Bruce per Christy Moore scrive questa canzone sull’onda delle emozioni che suscitò l’elezione di Bobby Sands a Westminster nel 1981. Si tratta di un episodio molto controverso della storia politica irlandese: Sands vinse con uno scarto di meno di 1000 voti contro lo sfidante unionista Harry West.

I dieci prigionieri che morirono nello sciopero
I dieci prigionieri che morirono nello sciopero

Come potete immaginare, l’elezione di un detenuto (per giunta dell’IRA) alla Camera dei Comuni fu considerata una vittoria strategica per il repubblicanesimo irlandese e una cocente sconfitta per la Thatcher e il suo governo.
Quello che si sperò non successe: la Thatcher non salvò un suo parlamentare dalla morte per fame, neppure creo terreno fertile per un compromesso. Nessuna concessione. E Sands morì 26 giorni dopo la sua elezione.
Altri 9 detenuti dovettero morire per dichiarare lo sciopero della fame sospeso.

Libri e film sulla storia d’Irlanda:

Partendo dalla Grande Carestia vi consiglio il libro di Riccardo Michelucci “Storia del conflitto Anglo-Irlandese” sui fatti storici trattati anche dalla canzone Fields of Athenry. Grandi film sulla questione non ce ne sono. Consiglio perciò “Le Ceneri di Angela” per addentrarsi nella drammaticità della povertà irlandese.

Sulla Guerra di Indipendenza Irlandese esistono molti film, alcuni anche davvero belli. Sicuramente il mio preferito è “Il vento che accarezza l’erba” di Ken Loach: avvincente, benfatto e storicamente ineccepibile. Anche Micheal Collins, seppur più biografico, rappresenta un buon esempio di film sulla questione della guerra di indipendenza/guerra civile irlandese. In entrambi emerge abbastanza chiaramente il ruolo avuto dai Black and Tans nella guerra.
Il libro non può che essere “Micheal Collins” di Tim Pat Coogan.

Potremmo infine discutere all’infinito su bellissimi libri e film sulla questione irlandese e sull’IRA. Nello specifico vi consiglio di leggere direttamente il libro autografo di Bobby Sands, scritto mentre era in carcere, tradotto in italiano: “Un giorno della mia vita“. Uno di quei libri che direi mi abbiano cambiato la vita.
Dei tanti film, direi Hunger di McQueen e Una scelta d’amore rimangono i più belli e storicamente fedeli.

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