Elezioni Europee 2014: la situazione in Gran Bretagna


Siamo certi che le prossime elezioni europee sconvolgeranno gli equilibri istituzionali del Vecchio Continente. Resta da misurare l’altezza dell’onda che si abbatterà entro poche settimane.
La situazione italiana è ben conosciuta: un PD che cercherà di emergere con le unghie e con i denti, Berlusconi che invece cercherà di non affondare del tutto e un M5S la cui performance elettorale andrà, sicuramente, oltre le aspettative.
In Francia, il Fronte Nazionale macina consensi giorno dopo giorno e Marine Le Pen sembra avviarsi verso una vittoria che sconvolgerebbe i tradizionalisti francesi.

E in Gran Bretagna cosa sta succedendo?

David Cameron, PM e leader conservatore
David Cameron, PM e leader conservatore

Il consenso popolare per il governo Cameron sta affondando. Secondo la maggioranza dei sondaggi, il premier resta distante dalle richieste della gente e non riesce quindi ad interpretarne i bisogni più elementari. Addirittura molti istituti di ricerca relegano il Partito Conservatore ad un imbarazzante terzo posto. C’è già chi parla di dimissioni anticipate del governo Cameron o della sua sostituzione con il cancelliere dello scacchiere Osborne o con il popolare sindaco di Londra Boris Johnson. Al prime minister viene rinfacciata una politica troppo ‘liberale’ in materia di immigrazione e soprattutto diritti civili.

I laburisti, d’altra parte, non stanno approfittando dello spazio lasciato vuoto dai Tories. Secondo gli analisti, il partito il Miliband oscillerebbe tra l’essere primo in UK per pochissimi decimi percentuali e fermarsi al secondo posto. “Red Ed” Miliband è spesso apparso troppo appiattito sulle posizioni conservatrici, tanto che su molti temi i due paiono andare piuttosto d’accordo.

Se i Tories sprofondano e i laburisti non sfondano, c’è chi sta messo peggio. I Lib dems di Nick Clegg sono quotati ad un miserrimo 7%. Come ampiamente previsto già anni fa, l’elettorato liberale non ha perdonato ai suoi leaders il patto con il diavolo, ovvero l’allenza di governo con i conservatori. Delusi da questo “compromesso storico”, i consensi dei liberals si sono dimezzati rispetto alle scorse elezioni europee (fermo restando che i sondaggi vengano poi confermati dagli effettivi risultati elettorali).

Chi conduce allora la gara?

Un partito semisconosciuto ai più, l’UKIP (United Kingdom Independence Party) che dovrebbe accaparrarsi oltre il 25% dei voti. Non è chiaro se l’UKIP di Nigel Farage riuscirà ad espugnare il primo posto o se si fermerà dietro ai laburisti; ma è sicuro che una percentuale superiore al 20% risulterebbe davvero altisonante per un partito che, pensate, alle scorse politiche 2010 aveva ottenuto un silenzioso 3,1.

Farage, leader UKIP
Farage, leader UKIP

L’UKIP d’altra parte non è nuovo ad exploit elettorali per le elezioni europee, visto che nel 2009 riuscì ad arrivare secondo con oltre il 16% di consensi.
Forti di un generale scontento del popolo britannico nei confronti dell’Unione Europea, l’UKIP ha puntato tutto sull’uscita immediata dall’area europea e su una legislazione draconiana nei confronti dell’immigrazione. Come già in Francia, sarà l’estrema destra a giocare il ruolo del protagonista nelle prossime elezioni.

In Inghilterra tutti parlano di ‘protest votes’ contro il governo e contro le forze politiche tradizionali (un po’ come sta avvenendo in Italia attraverso il movimento di Grillo). In realtà, però, l’onda elettorale dell’UKIP (se ci sarà) verrà trasformata in tsunami dalla gigantesca massa di astensionisti che, ad oggi, sono misurati oltre il 60%. All’indomani del voto, prima di trarre un bilancio, si dovrà guardare ai voti ottenuti dall’UKIP in termini assoluti piuttosto che alle vuote percentuali.

Interessante, a tal proposito, un’indagine dell’Observer sull’elettorato dell’UKIP: ‘Quando viene chiesto di spiegare le ragioni di un appoggio elettorale all’UKIP, la maggior parte degli intervistati rispondono di voler ‘mandare un messaggio’ a Westminster, la classica risposta  di un elettore arrabbiato”

 

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Un pensiero su “Elezioni Europee 2014: la situazione in Gran Bretagna

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