Il Referendum Costituzionale in Scozia


Come ampiamente già affrontato (qui e qui), la Scozia sarà presto chiamata al voto per decidere il suo futuro costituzionale. I giornali europei ed internazionali tacciono sull’argomento, ma settembre 2014 sarà un mese cruciale non solo per Edimburgo, ma per tutta l’Europa politica.
Se gli scozzesi diranno SI all’indipendenza del loro millenario paese, il Regno Unito cesserà di fatto di esistere. Senza contare le molto probabili ripercussioni nella turbolenta Irlanda del Nord, dove il maggiore partito nazionalista (Sinn Fèin) si approccia a diventare prima forza politica del paese.

Immagine
L’Union Jack senza la croce scozzese di Sant’Andrea

Comunque vada dalle urne uscirà un Unione più debole. La regina ed il governo Cameron non sono riusciti a procrastinare il difficile appuntamento. Facendo appello ai soli interessi economici di una Scozia all’interno del Regno Unito, non hanno fatto leva sulla componente emotiva che, nelle genti scozzesi, vi assicuro, è molto forte.
Il primo ministro scozzese Alex Salmond (Scottish First Minister, da non confondere con il Prime Minister che è invece il premier dell’intera UK) e il suo Scottish National Party si giocano tutte le penne a questo giro. Da circa 80 anni si appella ad un referendum per determinare il futuro politico della Scozia e, alla formazione di un governo di maggioranza, ha ribadito con più veemenza la richiesta.
Dall’alto dei suoi 65 deputati al parlamento scozzese (sui 129 di Holyrood) e del suo 33% in termini di voti locali, lo SNP è deciso ad andare fino in fondo. O indipendenza o morte. Politica si intende. E sarà, probabilmente, quello che accadrà in caso di sconfitta al referendum di settembre.
Il partito ha puntato tutto, fin dalla sua fondazione negli anni 30′, all’autodeterminazione dei 5 milioni e mezzo di scozzesi e alla valorizzazione dei tratti distintivi degli Scots dagli inglesi, su tutti l’esaltazione del gaeilico scozzese (Gàidhlig) come lingua ufficiale.
In caso di sconfitta, dunque, il partito e il suo segretario non avrebbero più motivo di esistere.

D’altro canto, comunque, l’establishment britannico sembra mostrare un po’ di nervosismo. Tutti i partiti sono decisamente allineati a fronteggiare la minaccia dell’indipendenza scozzese. Ognuno con le proprie strategie, i leader dei tre maggiori partiti politici stanno cercando di far naufragare Alex Salmond e la sua barca di nazionalisti.

Abbiamo David Cameron, prime minister conservatore, che (nonostante abbia rifiutato un confronto/dibattito pubblico con Salmond) oggi attacca con decisione il referendum e gli indipendentisti con l’argomento di una ‘Scozia più forte all’interno dell’Unione’. Nick Clegg, i cui LibDems hanno tradizionalmente un fortissimo e radicato bacino elettorale in Scozia, è più cauto. Pur schieratosi per il NO, Nick Clegg non vuole assolutamente associare il suo NO a quello dei Conservatori, dopo aver visto i suoi consensi calare vertiginosamente all’indomani dell’accordo di governo con i conservatori.
Infine i laburisti britannici. Milliband e i suoi hanno il coltello della parte del manico. I sondaggi li danno vincitori alle prossime europee (che saranno una cartina tornasole per indipendentisti e lealisti) e il Labour non può permettersi errori. Considerando che i Tories hanno proprio nell’Inghilterra la loro roccaforte, perdere per strada la Scozia significherebbe un eterno governo conservatore a Downing Street.

Pensate che nelle elezioni generali del 2010 (l’anno della vittoria di Cameron), i Conservatori erano solo il quarto partito della Scozia (vedi foto di destra sotto), con solo il 16%, contro il 40 % ottenuto nella sola Inghilterra (foto a sinistra).

745px-2010UKElectionMapEngland.svg

Tutti uniti contro l’indipendenza dunque.

Davvero difficile prevedere l’esito delle urne. Ecco, comunque, alcuni sondaggi recenti (2014) in vista del referendum, pressochè tutti nella stessa direzione (da wikipedia):

Data Commissione Si No Ind. Diff.
29 Gen–6 Feb Panelbase/Sunday Times 1,012  37% 49% 14% 12%
3–5 Feb YouGov/Sun 1,047  34% 52% 14% 18%
29–31 Gen Survation/Mail on Sunday 1,010  32% 52% 16% 20%
21–27 Gen YouGov 1,192  33% 52% 15% 19%
21–24 Gen ICM/Scotland on Sunday 1,004  37% 44% 19% 7%
14–20 Gen TNS BMRB 1,054  29% 42% 29% 13%

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...