Recensione del film ‘The Iron Lady’


Nessun compromesso

Questo blog ha seguito per un lungo periodo i miei interessi nei confronti della politica anglosassone ed in particolare della figura della Lady di Ferro, Maggie Thatcher. Così il film di Phylidda Lloyd aveva creato in me aspettative davvero notevoli.

Già dal trailer (come avevo anticipato qua) spiccava la bravura di Meryl Streep nel ruolo della baronessa, ma soprattutto la sua straordinaria somiglianza. E la prima emozione che ho provato è stata proprio una profonda ammirazione per la truccatrice del film che è riuscita a ricreare gli anni mitici della Thatcher tramite un eccezionale make-up. Non per niente Marese Langan ha ricevuto una meritatissima candidatura agli Oscar.
D’altronde la bravura dei truccatori cinematografici era già emersa per la suggestione creata con altri personaggi storici (su tutti ricordo Bruno Ganz che impersonava Hitler nel magnifico film del 2004).
La stessa Meryl Streep è in attesa degli Oscar 2012 per questa interpretazione. Mi auguro, dunque, che entrambe ricevano l’ambito premio; nonostante le mie conoscenze in campo cinematografico rasentino il ridicolo. Le stesse Langan e Streep hanno ricevuto la candidatura alla British Academy. E’ probabile che la coppia farà incetta di premi nei prossimi mesi.

Molte sono state le recensioni notevoli su ‘The Iron Lady’, spicca su tutte quelle fortemente negative espresse dai figli della Baronessa Thatcher, i gemelli Mark e Carol. In particolare, quest’ultima, che nel film occupa un ruolo di primo piano nel supporto emotivo alla vecchia Thatcher, si è espressa duramente secondo quanto riportato dal Daily Telegraph: ‘Sembra una fantasia di sinistra’.
Insomma la famiglia Thatcher non sembra aver gradito molto la trasposizione cinematografica della sua più importante figura.

Ma che profilo esce dal film?

Innanzitutto dobbiamo riconoscere, oltre alla già citata bravura della Streep, il coraggio dimostrato dalla compagine della regia/produzione di aver portato sul grande schermo un tema ancora così dibattuto. Tra rischi di boicottaggio, di revisionismo e di ridimensionamento del valore di Maggie Thatcher, non deve essere stato affatto facile prendere una decisione simile.
Quello che è il risultato finale deve essere stato influenzato pesantamente dalle pressioni della società inglese, ancora divisa sul giudizio di una donna che li governò per undici lunghi anni. Tra i giovani britannici mi è capitato, pochi mesi fa, di sentire ancora discutere dell’operato della Lady di Ferro con schieramenti a favore di chi la definiva la più grande prime minister della storia del Regno Unito (e che probabilmente è rimasto deluso da questo film per l’assenza di grandeur) e chi la giudicava ‘a heartless bastard’ (deluso comunque per il dipinto a tinte dolci).
‘The Iron Lady’ potrebbe essere dunque definito un film che scontenta tutta la società civile britannica e non solo.

Non nascondo di appartenere al II° gruppo. Ad ogni modo sono entrato in sala, convinto e quasi spaventato che questo film avrebbe potuto farmi rivalutare alcuni aspetti storici della premiership della Thatcher (ad esempio lo sciopero dei minatori).

In effetti, tuttavia, nulla di tutto ciò è successo. Il mio sentimento e il mio giudizio critico verso la Thatcher è rimasto sostanzialmente inalterato. In bocca dopo 1.40 minuti di film, solo indifferenza storica-politica e una leggera malinconia per i destini di una donna che influenzò per undici anni le vita di 60 e oltre milioni di persone.

Il film si è rivelato un interessante spaccato sulla solitudine delle persone affette da demenza senile, soprattutto quelle che non si rassegnano alla perdita delle facoltà celebrali che le avevano aiutate a diventare ‘grandi’.
Ha anche il merito di scarnificare la forte componente sessista all’interno della House of Commons, come paradigma di una società (non solo quella anglosassone) ancora ancorata alla supremazia lavorativa e sociale degli uomini sulle donne.
La determinazione di Margaret/Meryl è illuminante sulla grigezza dei suoi colleghi maschili. La regista disegna una donna forte e intraprendente che è decisa a fare quello che lei crede ‘il bene’ per il suo paese. Nessun compromesso, nessuna morbidezza nei confronti di sindacati ed elettorato che chiedevano comprensione ed ascolto.
E da questo punto di vista, il film è riuscito a dipingere una Thatcher solerte e politicamente ineccepibile.
Ma le lacune storiche e sociali della pellicola non possono essere perdonate. Solo brevi accenni a famiglie intere ridotte sul lastrico per la cosiddetta ‘intransigenza’ dei governi Thatcher.
Morti e feriti per la mancanza di dialogo tra la baronessa e il suo popolo.
Dieci prigionieri irlandesi morti uno dopo l’altro per i secchi e ripetuti ‘NO’ della Thatcher.
Tutto questo il film appena lo cita. Così l’odio ed il risentimento di milioni di persone verso questa donna cessa di essere ragionevole.
La bomba dell’hotel di Brighton diventa un inutile spargimento di sangue di ignobili terroristi a cui non piegarsi.
I colleghi di partito che chiedono valutazioni più profonde diventano ‘traditori’.

Insomma il profilo è incompleto. Il rischio di umanizzare la Thatcher da un lato e di renderla troppo odiosa dall’altro ha fatto si che emergesse una Lady politicamente e storicamente trascurabile. Con il risultato di far discutere ancora di più i cittadini britannici su questa figura, adesso al termine della sua vita.

La Baronessa, la donna più odiata ammirata e amata al mondo, non è più viva e non è ancora morta. Eppure questo film, come la sua protagonista, ha il potere di dividere lo spettatore/elettore sul giudizio della donna più discussa degli ultimi 50 anni.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...