Il Führer non è mai uscito dal suo bunker


I paragoni diacronici storici non mi hanno mai affascinato. Eppure, certe analogie proprio non riesco a scacciarle dalla mente.
Oggi leggendo interessato i giornali che parlavano di deliri di un Dio morente, parlamentari che non esistono, fiducie che mancano, si è subito creato in me un parallelo tra la situazione politica italiana e l’aprile del 45′ nel bunker della Cancelleria di Berlino.
Come è noto, Hitler, nonostante tutti avessero chiaro che la guerra fosse perduta, continuava ad invocare l’attacco dell’armata di Felix Steiner, accusava il fedele Weidling di aver arretrato la linea del fronte del suo Panzer Korpf. Gli occhi di Hitler erano offuscati, la realtà fattuale delle cose sfuggiva e blaterava di ricostruzione con il suo fido Albert Speer. Contemporaneamente alle sue idee fantastiche di futuri imperi e conquiste, i suoi fedelissimi lo abbandonavano uno dopo l’altro: Hermann Goering, suo compagno d’armi della prima ora e Comandante della Luftwaffe, chiese di poter essere investito del cancellierato, Himmler, numero 1 delle Waffen SS, addirittura aprì contatti con gli Alleati tramite il conte Folke Bernadotte e il congresso ebraico. Insomma, il tonfo che Hitler stava causando si tingeva di una tenera malinconia per un pazzo maniaco che improvvisamente si ritrovava umano e solo.
Lungi da me accostare il percorso politico del Fuhrer a quello del nostro presidente del consiglio, ma certe assonanze certo non possono sfuggire. Un uomo ricco, il più potente del nostro paese che poteva permettersi di fare il giullare a tempo pieno, oggi sta cadendo. Come già Hitler, si ostina a parlare di riforme, di crisi che non esistono (‘i ristoranti sono pieni!!!’), di voti inesistenti. Viene abbandonato dai suoi colonnelli più fedeli, i suoi famosi Yes Men che avevano annullato ogni propria personalità per succhiare al capezzolo del potere.
Goebbels-Alfano resta ancora apparentemente alla sua destra, ma dubito che ci sia qualcuno disposto a suicidarsi (suicidio politico nel caso di Silvio) come fece il temuto Herr Doctor, mago della propaganda nazista. Il più fedele dei seguaci, il ministro zoppo, uccise se stesso e tutta la sua famiglia (bambini compresi) per dimostrare la sua cieca fedeltà a Hitler.

E come il Führer fece con la Germania, la sua pazzia, la sua ostinazione, la sua presunzione ci porterà nel baratro. E per noi, italiani dalla lingua lunga e dal braccio corto, sarà ancora più difficile ricostruire questo paese dopo il nostro 30 aprile 1945.

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