Geordie e le Child Ballads


Chi non conosce la celeberrima ballata di DeAndrè, Geordie? Un stupendo e mirabile (e ormai raro) mix tra musicalità e messaggio sociale. La storia credo che la sappiano anche i muri: una donna (la fidanzata?) piange il bambino che dovrà essere impiccato a breve per aver rubato per fame alcuni cervi del parco reale.  Un tema molto realistico e, se vogliamo ancora attuale. Il furto come ultima misura per salvare la propria famiglia da una lenta ed inesorabile inedia.
Non molti sanno, tuttavia, che Faber fu ispirato da una ballata inglese (o secondo altri scozzese) del 1500′. La trama. grossomodo è la stessa, e subisce diverse varianti a seconda del cantante e della versione adattata: la fidanzata cavalca inutilmente fino a Londra per implorare il perdono reale. In alcune versioni compare perfino il lieto fine, ma nella maggior parte delle volte Geordie finisce impiccato con una corda d’oro (dovuta, probabilmente, al suo essere giovane oppure ad una ipotetica discendenza aristocratica).
E’ stata addirittura avanzata una possibile identificazione per il giovane Geordie (il cui nome, spesso, è usato dai britannici per indicare gli abitanti di Newcastle): secondo alcuni sarebbe infatti lo scozzese George Gordon, IV conte di Huntly, morto nel 1562. Ovviamente resta difficile poter risalire ad una precisa figura storica per un personaggio di una così antica ballata.

Ecco qui il testo di una delle innumerevoli versioni di Geordie in inglese:

As I walked under london bridge
One misty morning early,
I overheard a fair, pretty maid,
Lamenting for her geordie.

’’my geordie will be hanged with a golden chain,
’tis not the chain of many.
He stole sixteen of the king’s royal deer
And he sold them in boeny.’’

’’go saddle me my milk white steed
Go saddle me my pony
That I may ride to london’s courts
To plead for the life of geordie.’’

’’my geordie never hurt a man nor calf
He never hurted any
He stole sixteen of the king’s royal deer
And he sold them in boeny.’’

’’two pretty babies have I borne,
The third lies in my body,
And I would part with them every one,
If you pardon my dear geordie.’’

But the judge looked over his left shoulder,
He said, ’’fair maid, I’m sorry,
I cannot pardon the one you love,
He has been hanged already.’’

Geordie è stata inserita, con il numero 209, nel grande corpus di Francis James Child che raccolse l’immenso panorama delle ballate scozzesi e inglesi.

Le English and Scottish Popular Ballads di Child sono considerate, ad oggi, il maggior sforzo antologico sulle ballate popolari anglosassoni. Le 305 ballate considerate dal Child sono corredate perfino da ogni variante cui l’autore ha riscontrato nel suo peregrinare. Non possiamo comunque considerare i cinque volumi delle Child Ballads come un mero risultato compilativo perchè lo studioso americano ha messo a punto una sorta di canone per comprendere il genere delle ballate e aver gli strumenti per classificarle.

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Un pensiero su “Geordie e le Child Ballads

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