Juno ovvero la strana storia della normalità


Ieri sera mi sono dedicato alla visione di alcuni film in lingua originale, per tentare di capire qualcosa. Ebbene si, l’inglese si impara anche così.

In una di queste peregrinazione mi sono incontrato/scontrato con un film che, in circostanze normali, avrei oculatamente evitato, ovvero Juno. La storia, semplice quanto efficace, faceva perno sull’  “errore” di una sedicenne che, alla sua prima esperienza sessuale con un coetaneo, rimane incinta.
Un film a metà tra la commedia in agrodolce e il dramma adolescenziale, un mix-secondo il mio modesto parere- ancora una volta vincente.
Non si può, infatti, non amare la protagonista: sagace e talvolta sfacciata ragazzina convinta di sapere tutto della vita.
Ma dove il mio cuore ha davvero palpitato è stato nelle tematiche sociali. Effettivamente, per essere onesti, ancora non ho capito se tali problematiche le ho volute scorgere io nel film o se davvero erano presenti. Magari più tardi mando una mail ad Aldo Grasso.
Ad ogni modo, Juno mi ha insegnato che ogni ostacolo può essere semplicemente affrontato senza pregiudizi o facili pessimismi. La società impone dei vincoli e dei moralismi che complicano il concetto stesso di vivere serenamente; come per dire che spesso molti problemi ce li creiamo da soli o li imponiamo agli altri.
Ripensandoci, forse, nel caso della gravidanza di Juno si tratta di un’estrema semplificazione, ma l’assunto è iperbolicamente valido per la questione dell’aborto, delle adozioni e delle mamme single. Queste le tematiche più palesi, altre, non meno importanti, sono più recondite (come il ruolo della matrigna di Juno che la ama più della madre biologica che invia cactus a natale).
Insomma, per farla breve, un imprevisto ottimo spunto di riflessione, che oggi certamente non guasta.
Mi ha colpito perfino l’ottima recitazione (per quel che me ne capisca) del giovane cast: Ellen Page nel ruolo della protagonista (candida, ma perfetta per il ruolo della stragavante Juno) e soprattutto Micheal Cera, o meglio il suo faccione assopito da sfigato (ma neanche troppo) della classe.
Beh se il film ha vinto al Festival del Cinema di Roma, le carte in regola le dovrà sicuramente avere.

Tra le altre cose è consigliato a chi volesse inebriarsi di una stupenda colonna sonora o imparare alcune frasi di slang americano.

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