Elezioni politiche in UK, 6 maggio 2010


Eccoli qua, nella foto, la triade magnifica delle prossime elezioni. La Gran Bretagna si sta giocando il destino dei prossimi anni. Non è cosa da poco, domani, molto probabilmente, il governo Labour di Blair prima, Brown poi, collasserà facendo un tonfo manco il colosso di Rodi.
C’è da dire che Gordon Brown era già dato sconfitto al via della campagna elettorale. E, certamente, non ha fatto molto per alleviare le distanze con l’arcinemico David Cameron, leader dei Tories. Il risultato? Nei sondaggi dell’ultima ora i Conservatori sono al 35%, e i laburisti al 28%. Un minimo storico per il partito di Brown. Aspettiamo domani per gli annunci ufficiali, ma è plausibile che il ciclo del New Labour si concluda dopo ben 13 anni di governo ininterrotto.

Tony Blair, che politicamente ha cresciuto Brown, aveva lasciato la polpetta bollente nelle mani del suo cancelliere. L’appoggio nella guerra in Iraq e Afghanistan era stato il colpo finale per la credibilità del governo. Nonostante le prove schiaccianti della creatività di chi aveva creato quelle famose “armi batteriologiche” di Saddam, Blair con il suo british aplomb, ha ribadito che attaccherebbe nuovamente. E soldati britannici continuano a morire nelle strade di Falluja e Bassora. Come se non bastasse, uno dei risultati più ammirati della coppia Blair-Clinton era la pace in Irlanda del Nord, dopo decenni dei cosiddetti Troubles (la definizione di guerra civile è limitativa e fuorviante). Con l’attacco di Massereene, Craigavon e altre attività, i dissidenti hanno alzato la testa e ,credetemi, torneranno a colpire più forte che mai. Certo è che un segretario di Stato per l’Irlanda del Nord conservatore non aiuterebbe molto.

Ritornando alla nostra Gran Bretagna, assistiamo alla chiusura della campagna. Il guerriero sfiancato, Brown visita dei lavoratori a Leeds, in pieno stile laburista. Molto onesto David Cameron che ha spiegato candidamente il ridursi del vantaggio iniziale tra il suo partito e il Labour: “”Non ho mai creduto che queste elezioni sarebbero state facili. Le elezioni sono destinati ad essere una sfida. Il popolo britannico non ti mano il governo del paese su un piatto, giustamente, ci stanno facendo sudare. ”

Anche il famoso terzo incomodo, Nick Clegg, leader dei LibDems si è visto pian piano sgonfiare il suo exploit elettorale nei sondaggi. Colpa, secondo alcuni commentatori, la sua folle proposte sull’immigrazione.

“The Lib Dems are on a slow puncture and the air is coming out of the tyre. ” ossia ” I Lib Dems hanno subito una foratura lenta e l’aria è venuta fuori del pneumatico.” Una metafora piuttosto visiva. Il merito di Nick Clegg resta, i LibDems potrebbero comunque rompere il tradizionale bipolarismo britannico e aprire nuovi scenari. Una vittoria, tuttavia, sembra poco probabile.

Vedremo come andrà a finire domani…

Per saperne di più sui risultati delle elezioni politiche.

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