Elezioni politiche in UK, maggio 2010


Il prossimo 6 maggio, com’è noto, si voterà in tutta la Gran Bretagna per rinnovare l’House of Commons. La gigantesca macchina elettorale britannica si è messa in moto e, al contrario di quella miserrima italiana, aggiorna quotidianamente l’elettore con dibattiti, sondaggi e prospetti. Data l’importanza di questo fondamentale appuntamento, vogliamo approfondire la questione anche qui. Nonostante si profili all’orizzonte una netta vittoria dei Tories di Cameron, una trappola potrebbe derivare dall’exploit dei liberal e da una possibile rimonta del Labour di Gordon Brown. Fino a pochi mesi fa, il partito dell’ex cancelliere dello scacchiere di Blair era un cavallo esanime alla fine di una corsa durata 13 anni. Ricordiamoci, infatti, come Tony Blair vinse nel 1997, inaugurando il nuovo corso del New Labour, con ben 179 seggi. Alle amministrative del 2008, però, Gordon Brown non riscosse molto successo portando il Labour a diventare addirittura il terzo partito dell’UK, dopo Conservatori e Liberali.

Oggi i sondaggi ufficiali danno i Tories al 38%, il Labour al 30% e i Liberals al 21%. Un quadro abbastanza netto che però potrebbe celare alcune sorprese.

Fenomeno da non sottovalutare potrebbe essere sicuramente il BNP, partito xenofobo e nazionalista di Nick Griffin, che, nonostante abbia negato di essere un nazista, ne possiede molte delle caratteristiche.
Come già detto, i Lib Dems di Nick Clegg, che tanto piacciono agli studenti inglesi e alle persone più progressiste. Spesso i Libs sono considerati più “a sinistra” del Labour, anzi del New Labour che ha imboccato la via centrista da molti anni.

Negli ultimi anni ha pesato la difficile eredità lasciata da Blair, offritosi nel 1997 per creare una società più equa, ma caduto nell’odiosa guerra in Iraq dalla quale la GB non riesce ancora ad uscirne. Ogni soldato morto in Afghanistan e Iraq è un pugno di voti in meno per il Labour. Nel 2009 un altro calo di consensi è arrivato a causa di rimborsi spese gonfiati dei parlamentari. Nonostante fosse un fenomeno che interessò quasi tutti i partiti britannici, Cameron fu abile nel dipingere il problema come una questione esclusiva del Labour. L’opinione pubblica ha reagito sensibilmente e i sondaggi lo dimostrano.

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2 pensieri su “Elezioni politiche in UK, maggio 2010

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