Un’Irlanda Unita?


Fino ad oggi l’isola d’Irlanda, com’è noto, è divisa tra le 26 contee della repubblica indipendente (Eire) e le sei contee del nord (Northern Ireland). Eppure qualcosa non torna. Il Nord dell’Irlanda è un mix di due religioni e (soprattutto) due backgrounds politici ben diversi: nazionalisti / repubblicani (non necessariamente, ma prevalentemente cattolici) e unionisti / lealisti (non necessariamente, ma prevalentemente protestanti). Come già ampiamente ribadito qui e altrove, la religione è un aspetto assolutamente contingente e secondario alla lotta di indipendenza irlandese. Prendiamo l’eroe repubblicano Theobald Wolfe Tone, protestante anche lui!
Ad ogni modo, ad oggi la situazione sembra essersi calmata (nonostante i dissidenti repubblicani come RIRA e CIRA si siano ringalluzziti negli ultimi anni), dunque si comincia, come per la Scozia di Alex Salmond (Scottish National Party), a parlare di un possibile referendum sulla riunificazione e di possibili esiti di questo. Mi sono imbattuto in questi sondaggi, di cui posterò la fonte, che non sono certamente incoraggianti per la comunità nazionalista dell’Irlanda.Essi, in primo luogo, denotano le forti divisioni che ancora perdurano all’interno delle due comunità:

In questo primo sondaggio, si chiedeva alla popolazione nordirlandese di definirsi dal punto di vista del background; ovvero se il campione si considerava cattolico o protestante. Non sorprende il fatto che il 71% dei protestanti si voglia definire britannico, quel che colpisce è quello sparuto, seppur significativo, 8% cattolico che non ha problemi a etichettarsi come britannico. Ciò conferma quel che dicevamo sulla complessità della situazione che non deve mai essere dicotomizzata. D’altronde anche un 4% protestante si sente profondamente irlandese, lo stesso Ian Paisley, ex leader del DUP, il maggiore dei partiti unionisti, si definì “un uomo irlandese”.  Entrambe le comunità non danno molto spazio, invece, alla classificazione di “nordirlandese”: un concetto che, effettivamente, stenta ad avere un passato ed un futuro.

Sorprendentemente, questo secondo prospetto mette d’accordo le due comunità: sia la protestante, sia quella cattolica reputa molto importante o importante la questione della nazionalità. Un dato che per noi italiani (e non solo) risulta incomprensibile; ma non troppo visti gli ultimi, preoccupanti, sviluppi. Cosa significa però essere irlandesi o sentirsi britannici? Certamente la definizione non si esaurisce esibendo bandiere britanniche durante le parate o tricolori irlandesi durante San Patrizio. E’ senza dubbio una questione più profonda. Gli irlandesi si riconoscono nella loro lingua originaria, il gaelige (italiano reso con gaelico, termine alquanto generico) anche se la maggior parte di loro non sono capaci di parlarlo fluentemente. In genere, i repubblicani più convinti lo usano come prima lingua.  Un famoso modo di dire repubblicano è “The biggest compliment you can give to your enemy is to speak their language.”, come appunto per dire che non sentono l’inglese come la loro lingua di elezione. L’uso dell’irlandese è stato fortemente impedito in passato e ancora oggi non sembra essere ben visto dalle autorità unioniste e britanniche. Un altro punto di forte personalità irlandese è la religione cattolica. Sebbene non sia una discriminante (un protestante può benissimo sentirsi un irlandese a tutti gli effetti), è comunque una componente fortemente radicata; sebbene vada ripetendo da anni che la religione ha un’influenza minima sulla questione irlandese che è prettamente una lotta POLITICA.
E’ stato inoltre chiesto agli intervistati  come voterebbero in un ipotetico referendum sulla riunficazione dell’Irlanda del Nord con quella del Sud a formare un paese a 32 contee. Il risultato è sorprendente (si deve contare che sono stati interpellati solo 1020 adulti, un campione piuttosto basso): solamente il 69% tra i cattolici sarebbero favorevoli alla riunificazione come pure un misero 6% tra i protestanti. Probabilmente i molti cattolici recalcitranti (26% i cattolici contrari) temono possibili ripercussioni negative in campo economico. D’altronde, negli ultimi anni, l’Irlanda del nord è stata interessata da investimenti a pioggia, generosamente elargiti dai governi Blair e Brown per “cementificare” la pace.  Infine 85% dei protestanti si dichiarano contrari alla riunificazione, che il vicepremier repubblicano dello Sinn Fèin, Martin Mc Guinness, ha auspicato per il 2016.
L’ultimo importante quesito posto alla popolazione nordirlandese riguarda le loro aspettative istituzionali. La domanda era: “L’Irlanda del nord è stata istituita nel 1921, quale pensi sarà il suo status nel 2021?”. Una forte componente è indecisa (19% tra i protestanti e 8% tra i cattolici), ma molti non sembrano avere dubbi: il Nord Irlanda resterà parte del Regno Unito per il 57%  dei protestanti e per un 28% di sfiduciati cattolici.
Mentre il 64% dei cattolici e il 24% dei protestanti vede un’ Irlanda unita nel 2021. Solo un quarto dei protestanti, dunque, si aspetta la riunificazione.

Fonte

N.B: Nessuna riproduzione permessa, se non citata la fonte

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Un pensiero su “Un’Irlanda Unita?

  1. Ciao sono iscritta su inraldando da anni ed amo l’Irlanda, sono interessata alle Vs iniziative e sarei inetressata anche ad uno scambio di banner da mettere sul mio sito e viceversa.GrazieElisa

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