In morte di Stefano Cucchi


Omicidio?

Immaginate il dolore di una madre e di un padre davanti al corpo senza vita del figlio. Non credo ci possiate riuscire senza averlo provato a vostre spese. Provate allora lontanamente ad immaginarvi questo dolore. Un mondo che si ripiega su se stesso. Voglia di non essere mai nati per non aver dovuto provare quella sensazione di vuoto, di inutilità.

Immaginate ora questo dolore unito allo strazio. Lo strazio di vedere il proprio figlio su una fredda barella di un obitorio con il corpo irriconoscibile, tumefatto, completamente coperto di lividi. Lo stupore di chi aveva consegnato il figlio pochi giorni prima allo Stato e lo ha rivisto solo in quelle condizioni.

Immaginate la rabbia che un parente od un amico può provare nei confronti della morte e della vita stessa per aver strappato dalla propria esistenza una persona cara, con cui hai condiviso anche solo un breve tratto di vita. Provate ad incalanare questa rabbia atavica verso un’ istituzione, verso persone fisiche e non contro un concetto filosofico o un dogma religioso. Una rabbia senza nome, che non può essere sfogata, perchè si sa “le cose vanno così in Italia”.

Immaginate infine la fortissima delusione dei genitori e della sorella per non aver potuto rivedere almeno un’ultima volta Stefano. Non averlo potuto salutare, non averlo potuto consolare nella fase più buia e triste della sua esistenza. Lo hanno lasciato morire solo. Senza nessuno vicino. Senza una faccia amica che ti tenga la mano mentre aspetti il trapasso. E tutto ciò non dovuto al tristo destino ma ad una deliberata scelta dello Stato.

Provate ad immaginare un vostro figlio, fratello od amico nella storia di Stefano. Io l’ho fatto ed è per questo che sto scrivendo: perchè non mi voglio rassegnare a questa ingiustizia. Non voglio assuefarmi a questo quadro di Dalì, a questa dimensione onirica che in Italia sembra aver preso il posto della realtà delle cose.

Su internet ho perfino letto “Era uno spacciatore, meritava quella fine”. Preferisco non commentare, diventerei villano. Voglio solo dire a quei benpensanti che nessuno merita di morire da solo e soprattutto picchiato barbaramente, neppure il peggiore criminale. Figuriamoci un ragazzo che è stato arrestato per un poco di hashish.

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