Albert Speer, l’architetto del diavolo


Speer und Hitler

“Se Hitler avesse avuto degli amici, io sarei stato suo amico” A.Speer 1946

Finalmente sono riuscito ad inviduare una biografia, anzi un’autobiografia, di stampo storico che non mi deludesse : “Memorie del Terzo Reich” di Speer. Voglio sbilanciarmi. Questo libro mi ha letteralmente rapito, mi ha aperto nuove visioni di un periodo storico tanto travagliato quanto interessante. Non lasciatevi spaventare dalla mole. Ne vale la pena.

Grazie a queste seicento pagine sono riuscito, forse, a cogliere l’essenza di quest’uomo. Non mi bastava leggere ciò che si diceva di lui. Storici e  biografi non ne hanno saputo valorizzare l’aspetto umano. Era un nazista, è innegabile. Ma il suo pentimento, io credo sincero, ci offre l’assist per mettere in campo una riflessione seria e profonda di ciò che davvero significava essere nazista negli anni 30′-40′. Mi ha fortificato nel mio credo di non poter giudicare a posteriori, serve storicizzare un fenomeno per poterlo veramente capire. Si devono condannare le barbare azioni antisemite, le violenze e tutto ciò che oggi è associato al nazismo; ma dobbiamo scavare a fondo nelle personalità dei nazisti. Erano uomini come noi, con gli stessi pensieri e le stesse ambizioni. Questo ci fa dubitare che non molto possa essere cambiato da quel fatale 1933. Come a dire che in ogni società, odierna o passata, vi è il seme del nazismo.

Albert Speer questo, probabilmente, vuole testimoniare, o, comunque, è quello che io ho voluto cogliere nelle sue parole.

Le mie schiette posizioni sul tema, velate da un’apparente revisionismo spero non si attirino le antipatie di molti.

Speer fu per molti anni uno degli uomini più vicini al Fuhrer, ufficialmente lo definivano l’architetto del Reich, ma più profondamente era uno dei pochi a potersi permettere di contrariare Hitler. Da ciò il ridondante nomignolo di “architetto del diavolo”. Ministro degli armamenti all’improvvisa morte di Todt, ricoprì l’incarico con solerzia e particolare abilità riconosciute anche dagli Alleati. Per il resto vi rimando a saggi storici ed alla stessa autobiografia di Speer.

Für einen großen Bau hätte ich wie Faust meine Seele verkauft. Nun hatte ich meinen Mephisto gefunden. Er schien nicht weniger einnehmend als der von Goethe.”

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5 pensieri su “Albert Speer, l’architetto del diavolo

  1. Mi piacerebbe sapere se l’autore pregevolissimo del post”La rabbia del “Bel” Paese” è lo stesso di questo post,sono costernata-Ho letto anch’io Memorie del Terzo Reich” di Speer” tanti e tanti anni fa.Il suggeriemnto era del nostrto Prof di matematica applicata,mi chiesi e mi chiedo ancora oggi che c’entrasse-me lo sarei asopettato dal Prof di storia,il quale conoscendo la mia curiosita’ volpina sulla storia in generale ed in particolare sugli anni di guerra(tanto che portai ,alle superiori,come argomento storico,le guerre secessioniste americane,meglio conosciuta come l”a guerra civile americana”.Negli anni ho capito il perchè della mia curiosita’,forse anche spinta dai racconti del nonno e della nonna sul terribile periodo fascista e di seguito nazista,perchè tale è stato quel periodo.Il volere capire come e perchè l’uomo possa ridursi e farsi soggiogare da temamiche guerrafondaie e forcaiole,sopratutto(solitamente) facendosi scudo delle idee di un’unico uomo-

    (e poi qui da noi si domandano se non si sia in un periodo da “pensiero unico” altro che democrazia)

    Che poi dietro all’uomo Hitler(almeno all’inizio della sua ascesa politica)ci fossero i grandi produttori e banchieri Tedeschi,è una’ltro discorso.
    La storia ci ha detto cosa puo’ anche il pensiero unico di un’uomo provocare su milioni di altri uomini-Tanti ricordano sempre i 6 milioni di morti Ebrei,quel che poco ricordano tutti gli altri milioni di morti,che la pazzia di un’uomo e dei suo accoliti,diventanti in un ventennio ,gran parte del popolo tedesco ,sono quei milioni di persone considerate pazze,e/o matti ,deformi,gay,rom,zingari e via via, l’odio persuasivo di un’uomo verso il suo simile(ancor piu viste le origini) ha creato un divario totale fra’ cio’ che è umano e cio’ che è solamente bestiale,ha tirato fuori le peggiori nefandezze che l’uomo puo detenere in sè,facendone uso e creando dei mostri-Una generazione di mostri,visto che ancora oggi cè chi inneggia a loro,chi addirittura arriva a dichiarare che la shoah,l’olocausto ,non è mai avvenuto.Il seme della violenza è cosi forte,che seppur passati oltre 70 anni ,dichiarano ,comunque,che non è stato cosi disastroso, il periodo della guerra Nazifascista-inneggiando ai capi –
    Tutto questo seppur di fronte ad altri(per fortuna) milioni di persone che negli anni lo hanno testimoniato ,oltre a tanto materiale ritrovato che ne da prova!

    Leggo,con rammarico,che c’è chi ancora pensa e scrive:

    [[Era un nazista, è innegabile. Ma il suo pentimento, io credo sincero, ci offre l’assist per mettere in campo una riflessione seria e profonda di ciò che davvero significava essere nazista negli anni 30′-40′.]]

    Non c’è nessun senso in questo,se non l’antico violento seme che risorge,ecco perchè sono costernata dalla differenza di pensiero fra questi due post.

    Chi si è macchiato di crimini terribili per l’umanita’ dovrebbe
    (il condizionale è d’obbligo)avere tutto il nostro disprezzo e nessuna perdono,se mai ci fosse un perdono per loro non è demandato a noi umani questo gesto.
    Leggendo questo post capisco come possa influenzare anche un semplice libro,a me non ha fatto assolutamente questo effetto,al
    contrario mi ha fatto riflettere sulel pochezze d’animo umano,e vale anche il fatto che se certi eventi,certi periodi storici non si sono vissuti sulla propia pelle, certe brutture,,si fa in fretta a dire ,come tu scrivi

    [[Grazie a queste seicento pagine sono riuscito, forse, a cogliere l’essenza di quest’uomo. Non mi bastava leggere ciò che si diceva di lui. Storici e biografi non ne hanno saputo valorizzare l’aspetto umano.]]

    Non c’è nulla da cogliere in un’uomo cosi,che conosceva a fondo gli orrori di cui si macchiava Hitler,solo stare accanto ad un essere del genere dovrebbe fare venire il voltastomaco,forse tu sei molto giovane e certamente cresciuto negli agi e nella bambagia,se non altro in questa societa’ Europea ormai cosi decadente e opulenta

    (che a mio avviso è sempre il germoglio di rivolte e cadute abissali)

    ma prega che non ti tocchi mai dover passare sotto le forche caudine di un simile periodo e ovviamente dalla parte dell’ioppresso,POI ne riparliamo,miti di questo genere a mio avviso sono stomachevoli.
    Convinta di NON aver minimamente scalfito la tua sicurezza sulla pseudo validita di un’uomo simile,t’ho scritto comunque la mia.

    Gabrybabelle

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    • Ti ringrazio per questo commento, è una rarità poter trovare un interlocutore serio che non sbologni il tutto con le solite frasi conformizzate.
      Credo, però, di essere stato frainteso. Quoto assolutamente la prima parte del tuo commento, che è incofutabilmente vera. Per il resto penso di non essere riuscito a dare profondità all’intervento. Speer è stato l’unico(se escludiamo i pentimenti subito prima della sentenza a Norimberga) a riconoscere i propri sbagli e trincerarsi dietro il ” ho solo eseguito gli ordini”. Pur non essendo intervenuto direttamente nell’olocausto(anche se ha avuto parte attiva nello sfruttamento della manodopera forzosa) denuncia le violenze e gli orrori del crimine nazista. Si sente in colpa. E’ tribolato solo per aver fatto parte delle alte sfere nazionalsocialiste.
      Il mio spunto non era certamente un giudizio politico, solo un invito a considerare la storia non come un asettica dimensione, ma sfumata e colorita. Riprendere un po’ le nozioni crociane.
      Ovviamente sono lo stesso autore degli altri interventi e, nonostante ti ringrazi per la tua considerazione, non avverto nessuna contraddizione. Prima del privato cittadino italiano, in me vive lo storico che vuole analizzare i fatti a 360°. Detto questo confermo la mia condanna al nazismo e ai suoi rappresentanti, ma concludo con una provocazione che la lettura di Speer mi ha suggerito

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  2. Voi che cosa avreste fatto al suo posto? Saremmo stati tutti virtuosi democratici o avremmo seguito il vento?
    qui stava il fulcro del mio intervento, non voleva essere assolutamente un’apologia al nazismo.
    Detto questo ti rinnovo la mia stima per il blog:)

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  3. Ho seguito la tua risposta al mio commento per email ,arrivata puntuale-Ti ringrazio mi hai tolto un peso,in ogni caso per rispondere al tuo quesito e conoscendomi io NON avrei mai seguito il vento,infatto oggi,(vista la situazione politico sociale in cui navighiamo)per NON averlo mai fatto mi ritrovo diciamo per cosi fra coolro che fanno parte di quella esigua minoranza che viene vista male ,per i propi principi etici e ti posso asscurare che arrivare a questo mi è costato molto,tanto non sai quanto!!

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